Fiaba e Tradizioni Popolari

Progetto di recupero della fiaba di tradizione popolare

Parlare della fiaba vuol dire parlare di un testo narrativo che trova origine nelle più antiche tradizioni orali e di queste conserva la struttura e la suggestione, eco di simboli archetipi, di riti di iniziazione, ricca di immagini, personaggi e situazioni che parlano non solo il linguaggio della mente ma anche il linguaggio del cuore; luogo dove i moti dell’animo, le pulsioni interne, i patos, trovano forma rappresentativa e catartica.

“I testi narrativi costituiscono una delle esperienze più precoci e più frequenti nella vita di una persona. E’ noto come le favole e le storie rappresentino per il bambino uno degli strumenti privilegiati per lo sviluppo linguistico e per la conoscenza del mondo, delle caratteristiche delle azioni umane, del sistema di norme e valori propri della cultura in cui vive.

Le storie costituiscono per i bambini anche un aspetto rilevante dell’espressione personale e spontanea della immaginazione. Esse assumono la funzione di elemento di scarica delle tensioni emotive e di proiezione di esperienze interiori e di vissuti salienti. Inoltre costituiscono una occasione di sistematizzazione delle proprie conoscenze e delle proprie credenze.”

Perché le fiabe

Le fiabe hanno il pregio di offrire all’immaginazione nuove dimensioni e possibilità; la loro forma e struttura suggeriscono al bambino immagini, con le quali può dare una migliore direzione alla propria esistenza. I bambini, oggi più che in passato, hanno bisogno di ricevere suggerimenti in forma simbolica circa il modo in cui affrontare i problemi della vita e arrivare indenni alla maturità; suggerimenti che gli permettano di accettare la natura problematica della vita stessa senza rimanerne atterriti e/o cercando di negare o di fuggire dalla realtà stessa.

Le fiabe non negano le difficoltà che ognuno di noi è chiamato ad affrontare nella vita di tutti i giorni; mettono altresì onestamente il bambino di fronte ai principali problemi umani. I bambini, come ognuno di noi, hanno bisogno di trovare un significato che dia senso alla loro esistenza e noi sappiamo che solo chi impara a far fronte e a lottare contro le difficoltà della vita può trovare questo significato. La lotta contro le difficoltà è inevitabile, è una parte dell’esistenza, che solo chi affronta con risolutezza può superare e uscirne più forte.

L’essenza e l’utilità delle fiabe sta proprio nell’infondere la fiducia di poter riuscire in ciò che si è intrapreso.
Le fiabe dicono al bambino che la vita può essere affrontata con la fiducia di poter superare le difficoltà o con la prospettiva della sconfitta, consentendogli di accettare la natura problematica della vita. Non sarà negandola che il bambino imparerà ad affrontare le sensazioni di solitudine o di paura, cui è inevitabilmente soggetto nel corso della sua crescita. Spesso egli sarà incapace di esprimere la sua ansia con le parole e lo farà piuttosto in modo indiretto: attraverso la paura del buio o di qualche animale. Le fiabe non negano i suoi sentimenti, ma vi fanno continuamente riferimento e vi si ispirano: la paura di non essere considerati, il bisogno di essere amati, la paura della morte. Affrontando questi temi nei termini in cui il bambino li può comprendere, la fiaba lo intrattiene permettendogli di conoscersi, ne favorisce lo sviluppo della personalità e ne arricchisce la vita in tanti modi diversi man mano che il bambino si trova ad occuparsi di problemi diversi, uno alla volta.
Per fare ciò le fiabe usano situazioni semplici, presentano personaggi estremamente tipizzati, unici, polarizzati, e questo facilita il bambino nel ricavarne un ricco significato personale.

Considerando che i bambini oggi crescono sempre meno all’interno di famiglie allargate o di comunità diventa così fondamentale per loro potersi identificare nella figura dell’ “eroe” solo, che, malgrado la solitudine e l’isolamento, è in grado di stringere relazioni significative con il mondo, e trova un luogo sicuro, grazie alla profonda fiducia interiore che si è costruito.

[…] Era per me – e me ne rendevo ben conto – un salto a freddo, come tuffarmi da un trampolino in un mare in cui da un secolo e mezzo si spinge solo gente che v’è attratta non dal piacere sportivo di nuotare tra onde insolite, ma da un richiamo del sangue, quasi per salvare qualcosa che s’agita là in fondo e se no perdercisi senza più tornare a riva, come il Cola di Pesce della leggenda.

[…] invece io mi immergevo in questo mondo sottomarino disarmato d’ogni fiocina specialistica, sprovvisto di occhiali dottrinari, neanche munito di quella bombola d’ossigeno che è l’entusiasmo – che oggi molto si respira – per ogni cosa spontanea e primitiva …

[…] esposto a tutti i malesseri che comunica un elemento quasi informe, mai fino in fondo dominato coscientemente come quello della pigra e passiva tradizione orale …

Italo Calvino

 

Obiettivo del laboratorio 
Il laboratorio di attività drammatico – teatrali propone la fiaba quale privilegiato strumento di inter – azione, cognitivo, emotivo ed espressivo, al fine di imparare giocando. Le modalità utilizzate saranno la mimica, il racconto e l’espressione. Particolare attenzione sarà posta nel creare le basi della “educazione sentimentale”.

La fiaba viene proposta ed usata come raffinato ed affascinante strumento didattico che permette di affrontare e sviluppare temi delicati e complessi sul piano emotivo e/o cognitivo con serenità, allegria ma soprattutto con semplicità.

Dalla struttura narrativa alla struttura cognitiva. 
Questo percorso focalizzerà l’attenzione sia sulla struttura narrativa che sullo “scrip”, ovvero lo schema mentale che sottende la comprensione di una narrazione e la competenza necessaria per raccontare.

Gli incontri con i bambini verteranno sull’imparare a riconoscere la struttura delle fiabe, sulla capacità di rievocare le storie ascoltate e su quella di inventare nuove storie.

Prima parte. L’alfabetizzazione.
Nella prima parte, che durerà all’incirca mezz’ora, si svolgerà un riscaldamento su base musicale, ovvero un gioco rituale, ritmico, vocale e motorio nel quale l’esplorazione dei movimenti del corpo verrà associata a mimiche espressive e vocali quali la sorpresa, la paura, il diniego, il saluto ecc. ecc..

Seconda parte. L’ascolto
Nella seconda parte verrà raccontata la fiabe, appositamente scelta, per le finalità individuate con gli insegnanti.

Terza parte. La rievocazione
La terza parte sarà dedicata alla rievocazione attraverso modalità varie, quali il disegno, la descrizione dei personaggi ed il racconto libero.

Quarta parte. Il gioco simbolico
La quarta parte è la parte più ludica, libera ed espressiva, dove attraverso appropriati input i bambini sono stimolati al gioco espressivo e creativo ed alla drammatizzazione.

Quinta parte. La memoria
La quinta ed ultima parte ha lo scopo sia, di valorizzare il lavoro svolto, che di creare strutture di sistematizzazione; in questa fase, infatti, vengono raccolti in un apposito librone i materiali prodotti durante l’esperienza, quali i disegni e le fotografie.

Vengono, inoltre, stimolati il racconto e le osservazioni che riportate nel suddetto librone saranno sia traccia che ricordo dell’esperienza.